All’inizio, la Posa degli Agri era la Fattoria delle Corte Benedettina di Legnaro, poi, grazie al duro e costante lavoro, i monaci, furono in grado di trasformare il paesaggio e creare un patrimonio agricolo e religioso seguendo la regola “Ora et labora”.
Terre dominate da boschi e paludi, furono bonificate e addomesticate, nel corso del secolo, dal duro e quotidiano lavoro di monaci e contadini.
A poco a poco seguì la rinascita e nacquero piccole comunità con case di paglia, piccole fattorie e campi coltivati, sotto la guida di Benedettini. L’Isola dell’Abba, da una terra desolata e selvaggia, divenne la dimora di fattorie contadine coinvolte in una fiorente economia Curtense. Nel 1806 i fondi agricoli divennero proprietà statale ponendo fine all’antica presenza dei monaci.

Due uomini d’affari illuminati e visionari hanno deciso di recuperare questo edificio.
La storia ci ha regalato un campo e un edificio, e hanno voluto restituirci il suo splendore seguendo gli schemi antichi ma con un’anima contemporanea. Amore, accoglienza e attenzione per la natura sono l’ispirazione principale per il progetto di recupero.
Un edificio vuoto ricco di storia, sentimenti e atmosfera. È diventato un luogo familiare in grado di accogliere l’ispirazione e l’energia delle persone che lavorano qui, un luogo per sognare e realizzare obiettivi importanti.

La Vigna 

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Le camere vista piscina

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Il ristorante Gourmet

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Il salone per eventi

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Un sogno diventato realtà.
Nicola e Antonino stavano cercando un posto per creare una guest house lontana dal contesto del lavoro ma nel frattempo complementare alla loro idea di campagna. Un luogo dove accogliere clienti, dipendenti e se stessi. Questa ricerca li porta alla Posa degli Agri. “Da quel momento è nato un ambiente adatto alla nostra personalità e che sentiamo come la nostra casa”
Le scelte che li guidano nella ristrutturazione sono state dettate dal desiderio di creare un luogo in cui le persone potessero sentirsi bene. Antonino e Nicola, dopo essersi confrontati, hanno scoperto nuove idee e affinità che si traducono in un nuovo progetto dedicato all’ospitalità. La Posa degli Agri diventa un sogno comune.
Un’esperienza nata dall’amore per la natura e la campagna, che si traduce concretamente in frutteto, orto biologico, cortile degli animali, anfiteatro della musica … radici dell’autentica ospitalità, nata dalla passione. Ospitalità autentica.
La Posa degli Agri è un luogo della memoria, lo stesso che crea sempre un’emozione forte, senza tempo, derivante dall’alternarsi della stagione e dei cicli della natura.
La ristrutturazione dell’edificio stesso segue un percorso ispirato a queste idee, dal rispetto delle tradizioni mescolate a un semplice design contemporaneo.
Tradizione e innovazione sono il tema principale de La Posa degli Agri, dalla cucina all’attenzione ai dettagli che hanno caratterizzato le esperienze di soggiorno per i clienti. I giovani hanno un ruolo speciale in questo progetto. Il confronto intergenerazionale è sempre una fonte di originalità.
L’intelligenza e l’esperienza del proprietario combinate con la visione futura del dipendente sono fondamentali per la Posa degli Agri. Fiducia, aiuto e lavoro quotidiano sono l’obiettivo di crescere insieme come squadra attraverso scelte e maturità. Posa vuole essere una piccola sosta per chi vuole rilassarsi.
Durante il periodo di recupero, il capolavoro di Van Gogh colpisce l’attenzione del proprietario: un contadino che riposa in un campo di grano.
Questo ricorda loro il duro lavoro nel campo e la frase “stufi agri” usata nel dialetto veneziano per dire che oggi è stata una giornata davvero impegnativa.
La Posa degli Agri nasce così. Il riposo del lavoratore. 

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